È in questo giorno particolare in cui tanti si ricordano e pensano alle missioni che desidero rendervi partecipi di qualcosa di molto bello a cui mi è capitato di assistere..
È l’8 settembre e tutta la Chiesa ricorda la nascita di Maria.
È in questo giorno che le Case della Carità fanno festa! Si celebra la professione perpetua di Masera Silvie, Masera Odety e Masera Pouline.
La celebrazione è coinvolgente e non sembra neanche così pesante da sopportare.
È il momento delle litanie, le suore si inginocchiano, poi si stendono con il viso rivolto a terra sulla tsy (stuoia colorata malgascia) e la pianola attacca con le invocazioni ai santi!
Chi mi conosce bene conosce bene anche la mia filosofia sui santi.. ma oggi non c’è ragionamento razionale ne teorie ne logiche che tengano! Oggi sono come a scuola: pronta a rivederemi per imparare qualcosa di nuovo.
In pochi secondi le voci riempiono l’aria di preghiera. Voci piene e dense. Accolgono in un abbraccio e invitano ad una danza!
È come essere sollevati.
Sollevati a Dio dalla preghiera della comunità, così come le suore in quel momento di affidamento della loro vita a Dio erano sollevate dalla forza della preghiera dei parrocchiani. E in quella invocazione urlata al cielo mi sentivo portata anch’io insieme a loro.
Attimi di commozione profonda che hanno fatto chiarezza su tanti momenti incontrati, sensazioni gustate, scorci goduti.
Si crede che siano i missionari i chiamati a portare Vangelo, a portare Dio e la Sua Parola a popoli lontani perché si pensa che non abbiano ancora conosciuto il Signore.. e che rivoluzione quando invece ci si accorge che qui il Signore c’è sempre stato!
Qui il Signore cammina da sempre, ogni giorno, al fianco di questi uomini e donne!
Qui il Signore c’è da sempre! Ed era qui che il Signore mi aspettava per farmi camminare per queste strade e con questa gente.
Qui il Signore mi aspettava per rivelarsi e per incontrarmi ancora una volta.
Qui il Signore mi aspettava perché era qui che dovevo rinascere.
Era qui che dovevo affidarmi agli altri!
Era qui che dovevo lasciarmi portare da questi miei fratelli nella semplicità del loro quotidiano.
Inizio a credere che non siano i missionari a portare Vangelo ma siano questi nostri fratelli a portarci al Vangelo.
Sono loro a farmi toccare quella parte del volto di Dio che ancora sfugge. Loro che sorreggono e innalzano a Dio! Loro che mi hanno fatto toccare il Regno e sprofondare nel Vangelo.
È davanti a questi miei fratelli che sono testimone di un Dio sempre nuovo e disarmante.
Un Dio che sa aspettare le nostre morti e le nostre resurrezioni.
Un Dio che è Padre misericordioso e Padre d’amore nonostante e comunque le fragilità e le debolezze dell’uomo.
È con un cuore riconoscente che mi lascio portare a Dio in modi sempre inaspettati!
È con un cuore riconoscente che sto alla scuola dei poveri restando ai piedi della loro testimonianza!
Un abbraccio a ciascuno,
Alizia
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