Ciao ragazzi!!

Pronti per Madrid??

Ma lo sapevate che ho partecipato anch’io alla giornata “mondiale” qui, in Madagascar???

Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio..

Una delle domeniche di quaresima durante i soliti lunghissimi avvisi, l’Arte di turno, ha invitato i giovani della parrocchia a partecipare alla Giornata Diocesana della Gioventù che si sarebbe celebrata la domenica delle Palme nel distretto di Ambatolampy a circa 60 km da Tanà.

Sono sincera, e anche se la voglia di prendere parte a questo giornata era tanta, mi sono ritrovata sola: gli altri volontari tananarivesi non erano così elettrizzati all’idea di partecipare all’ incontro di tanti giovani con il vescovo.. non mi sono, però, persa d’animo! Ho chiesto in casa di carità e.. perfetto: le stagere, le ragazze che fanno un periodo di discernimento in casa, e la novizia, avrebbero partecipato!! Mi sono aggregata a loro, anche se, una certa dose di incertezza continuava a bussare: Pitch, cosa stai facendo???

Mi sono ritrovata ad essere l’unica vahaza in mezzo e centinaia di giovani malgasci.. ma è stato il desiderio forte di essere in comunione con voi e all’esperienza che quest’estate farete, che ha bruciato ogni resistenza! Mi sono fidata e affidata, accogliendo l’invito ad andare, e sono partita!!

Così il sabato che precede la domenica delle Palme siamo partite su un pulmino mini ma stra-carico di tutto ciò che sarebbe servito alla realizzazione della giornata, senza dimenticare sacchi di riso, legna per il fuoco e pentoloni.. e, arrivati a destinazione, come ogni giornata della gioventù che si rispetti, con lo zaino in spalla abbiamo camminato per le strade del distretto fino ad arrivare alla spianata che avrebbe accolto l’incontro e i giovani.

..durante il cammino credo di essere stata partecipe della domenica delle palme di Gesù di Nazareth! Gente in cammino ladava Dio con canti e danze. Che casino!! Anche l’ ingresso di Gesù a Gerusalemme deve essere stato un gran casino. Un casino di gente! Un casino di canti urlati al cielo accompagnati dai suoni dei tamburi! Un casino di canti ma tutti diversi: ogni distretto, della vasta diocesi di Antananarivo, innalzava al cielo il proprio!! Un’ immagina bellisima! Sotto un unico cielo c’è spazio per tutti! Ognuno trova posto! Proprio come in Dio..

Ma arrivati alla spianata inizia una pioggia africana e probabimente non si era pronti a ricevere così tanta benedizione in una sola notte.. in pochi minuti il campo era diventato di fango. Continuava a diluviare ma i giovani malgasci continuavano a cantare sempre più forte ringraziando Dio per quell’ abbondante acqua che stavamo ricevendo segno di una benedizione ancora più grande!! Eravamo bagnati fradici, con i piedi immersi nel fango mentre l’aria pungente faceva battere i denti, lo zaino sulle spalle e in piedi per tutta la notte, perchè era diventato impossibile sedersi per terra.. ma nonostante tutto questo si continuava a cantare..

..nel totale sconforto, la consolazione e il conforto li ho trovati in quei canti!  Tutta la notte è stata un canto!! E’ questa la fede!! E’ questo credere! Facile quando tutto scorre liscio senza grosse sorprese più difficile quando le cose si fanno più faticose.. Ma non in questa notte! Così senza neanche accorgerci, così senza che nulla fosse pianificato, organizzato, strutturato, sotto quella pioggia abbiamo vegliato in modo spontaneo, preparando il cuore all’ incontro con il Signore nella celebrazione della messa..

Finita la pioggia ho passato la notte a riscaldarmi al calore di un fuoco improvvisato e poi d’improvviso scorgo sorgere l’alba! Il riso è pronto. Non è poi così male quando si ha fame e sai che qualcuno è da più di due ore che si sta affumicando attorno al fuoco per preparartelo..

Le stagere e la novizia mi guardano i piedi. Sembrano essere fatti di argilla tanto sono infangati! Saoly mi dice: “Alizia, devi lavarti i piedi!”. Mi guardo intorno e sorridendo dico: “ma non ha senso.. per terra ci sarà ancora una spanna di fango, anche se puliti, i piedi, si risporcherebbero al primo passo!”. Ma ribattendo sicura: “Alizia non puoi incontrare il Signore con i piedi sporchi!”  Borbottano tra di loro e prendendomi per mano ci incamminiamo.. chiedo dove stiamo andando. A lavarci.. Rassegnata, le seguo.

Proprio sotto al campo scopro esserci un fiume e scopro esserci tutti al fiume per lavarsi mentre il sole sorge e colora tutto e tutti di una sfumatura motlo calda. Seguo i passi svelti delle ragazze in silenzio restando in contemplazione di quell’immagine..

Sulle rive del fiume, in un luogo un pò in disparte, per non farmi sentire troppo a disagio, le ragazze entrano nell’ acqua fino al ginocchio e prendendo tra le mani un pò d’ erba la mischiano al sapone e iniziano a grattare il fango ormai secco. Saoly e Olgà si avvicinano: “Togliti i sandali!”. Vedendo la mia esitazione sono loro a sfilarmeli. Non ho il tempo di controbattere e lì, chine sul fiume li stanno già lavando, sfregando energicamente il sapone per togliere il fango.

Resto senza parole.. me li riporgono puliti. Poi saoly si china davanti a me: “Alizia ti lavo i piedi!”.  Spontaneamente reagisco: “No, Saoly, non mi laverai i piedi!”. Ma in silenzio è già lì che l’ insapona..

Il cuore e la mente sono subito tornati al brano del vangelo della lavanda dei piedi e in silenzio ho contemplato la lavanda dei piedi fatta a me. Di nuovo puliti mi ha infilato i sandali e ha continuato a sfregare i suoi..

Si, a una giornata mondiale quello che mi è rimasto non sono le parole del vescovo rispetto al tema, considerando che erano tutte parole malgascie.. ciò che mi è rimasto sono stati gli incontri, le relazioni vissute, ciò che gli occhi hanno visto, ciò che ho provato, ciò che mi ha segnata!

Sono gli incontri che rendono vera l’esperienza dell’ andare!  Pensate se avessi desistito un pò di più.. Quanti incontri avrei perso, quanto vangelo sfuggito!! Mi sono dovuta buttare, fidarmi perchè sola. Non c’erano con me altri vazaha ma c’èrano loro Olgà, Geogette, Miriam e Saoly! C’erano loro e c’era l’invito della parrocchia. E’ bastato un: “mi piacerebbe partecipare” e a quanto ho partecipato!!

Coraggio allora! Lasciatevi portare a Madrid: c’è tutto da guadagnare!! In incontri, in umanità, in vangelo!

E  ricordate io parto con voi perchè la preghiera ha la grande capacità di ridurre le distanze…

Un abbraccio a ciascuno,

Alizia